Santuario della Madonna delle Lacrime

A mezza costa alle spalle dell’abitato di Bellano, in un punto panoramico da cui si
abbraccia il centro del Lario, da Gravedona a Cadenabbia, sorge l’elegante
santuario dedicato alla Madonna delle Lacrime.
Al tramonto del 6 agosto 1688, mentre tornava a casa dal lavoro nei campi per
l’avvicinarsi di un forte temporale, Bartolomeo Mezzera, passando davanti alla
cappelletta ove era situato un medaglione in gesso ritraente l’immagine della
Madonna si accorse che la Vergine piangeva lacrime di sangue. La commissione
arcivescovile, inviata da Milano, svolte le proprie indagini, interrogati i testimoni e
convocati e sentiti i periti, ratificò il miracolo.
Il 6 agosto 1690, a due anni dal miracolo, il prevosto Rubini benedisse la prima
pietra del santuario e il 14 maggio 1706 il tondo di gesso con l’immagine della
Madonna delle Lacrime fu trasferito dalla cappelletta al santuario, ove tuttora si
trova, entro una nicchia circondata da angeli dorati posta sopra l’altare maggiore.
Il santuario è una costruzione della fine del Seicento, dalla pianta compatta e
unitaria, da cui emerge lo scenografico frontone della facciata, che si erge al di
sopra del corpo dell’edificio. La facciata elegante è in uno stile barocco leggero e
semplice, equilibrato e pulito come dominante tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700.
Sul fianco destro si alza il campanile.
L’interno è a navata singola, ricco di marmi, stucchi e dipinti realizzati in epoche
successive all’edificazione, tali da confondere il gioco dei volumi. Sono presenti tre
altari: l’altare maggiore, dedicato alla Vergine, alle cui spalle si trova la scala che
conduce alla nicchia dell’Immagine Miracolosa; l’altare minore di sinistra, dedicato
a sant’Anna; quello di destra a san Giuseppe, patrono della frazione di Lezzeno.
La chiesa subì restauri e ingrandimenti nel 1888 e nel 1906. Una nuova
sistemazione ci fu nel 1969. Nel corso del Novecento la chiesa fu interessata da
un’intensa attività decorativa delle superfici interne.


Facciata

Al centro dell’elegante facciata si trova un’ampia vetrata con
l’incoronazione della Madonna e le immagini del cardinal Montini, papa Paolo VI,
papa Giovanni XXIII e monsignor Diego Venini, donatore dell’opera. Ai lati della
facciata vi sono due nicchie nelle quali sono collocate le statue di san Pietro e san
Paolo.


Presbiterio

Alle spalle dell’altare maggiore si trova la scala che conduce alla nicchia
dell’Immagine Miracolosa. La nicchia è coperta da cristallo e, all’interno, l’Immagine
è posta in una teca rotonda di metallo dorato con applicazioni in rilievo di foglie
d’argento. Ai lati, sei angeli di bronzo dorato sostengono il prezioso medaglione di
gesso e due di essi reggono una ricca corona d’oro. Ricchi e variegati marmi, fra i quali primeggia il marmo nero di Varenna, coprono l’altare maggiore e gli altari laterali, tanto nei gradini che nelle cornici e nelle balaustre. Tutte le pareti attorno all’altare maggiore sono dipinte a fresco e
rappresentano un paesaggio a logge e colonnati. L’altare maggiore è ornato con tre
vetrate istoriate: quella centrale riproduce la cappelletta del miracolo al momento
del prodigio, presente Bartolomeo Mezzera; le altre due rappresentano
l’incoronazione della Vergine e la Madonna addolorata. Le volte dell’altare
maggiore hanno affreschi con l’Incoronazione e l’Esaltazione della Vergine sopra
gli angeli e i santi, mentre gli archi laterali sono popolati di angeli. Intorno alla
nicchia scende un tendaggio trompe-l’oeil e due angeli in ammirazione.

Volta centrale

Sulla volta nella parte più stretta del santuario campeggia l’Assunta
in gloria di angeli. Ai lati delle finestre campeggiano quattro prefigurazioni bibliche
di Maria: da una parte Ester e Bersabea che ricordano la regalità della Madonna;
dall’altra Giuditta e Deborah, che richiamano la potenza della Vergine. Questo
quadro di gloria contrasta con l’altro grande affresco dipinto sulla volta centrale e
che rappresenta la Madonna Addolorata. Questo primo ciclo di affreschi è opera
del pittore Luigi Morgari, apprezzato pittore di chiese del primo Novecento.
Un secondo ciclo di affreschi è dipinto sopra le porte settecentesche delle
sacrestie. Questi affreschi rappresentano le grazie ottenute con l’intercessione di
Maria: quelle temporali ricordate nel miracolo delle nozze di Cana, quelle spirituali
con la discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo. Le vetrate istoriate raffigurano:
l’Annunciazione con san Carlo Borromeo e san Martino e l’Immacolata Concezione
con il beato cardinale Ferrari, papa Pio IX e santa Bernadette.
Tra i due altari minori, è rappresentato l’episodio della Presentazione di Gesù al
tempio: in particolare, l’incontro del vecchio Simeone con la Sacra Famiglia.
Simeone tiene fra le braccia il bambino; la Vergine vede lontano nel cielo una
spada sostenuta da un angelo e più lontano scorge la croce ai piedi della quale
vedrà realizzata la profezia.


Porte laterali

L’affresco dipinto sopra la porta meridionale rappresenta la
Crocifissione con ai piedi della croce Maria e san Giovanni; ai lati dell’affresco san
Luigi e san Carlo. L’affresco sopra la porta settentrionale rappresenta l’incontro di
Gesù che porta la croce con Maria; ai lati santa Agnese e sant’Ambrogio.


Altare di sant’Anna

L’altare a sinistra è dedicato a sant’Anna. La pala a olio sulla
quale è dipinta la santa, con la Vergine Maria e san Gioacchino, è una copia di un
originale dell’Albani (pittore bolognese, 1578-1660) che si trova a san Celso a
Milano. Nel centro della volta sopra detto altare un gruppo di angeli sostiene
l’elogio dei santi Gioacchino e Anna, la vetrata rappresenta la Madre di Dio con ai
piedi sant’Ambrogio e san Cirillo Alessandrino. Ai lati della finestra sono dipinte due
donne dell’Antico Testamento: Rebecca nell’atto di dar da bere a Eliezer, servo
mandato da Abramo per chiederla come sposa di Isacco, e Agar, rappresentata
nell’istante in cui le appare l’angelo che le indica l’acqua salvatrice per Ismaele.

Altare di san Giuseppe

L’altare a destra è dedicato a san Giuseppe (patrono di
Lezzeno). La pala a olio rappresenta l’incoronazione di san Giuseppe attorniato da
angeli ed è opera di buona fattura di autore ignoto del principio del ‘600. La vetrata
rappresenta il dogma dell’Assunzione con ai piedi della Madonna il papa Pio XII e il
cardinale Schuster. Ai lati della finestra sono dipinte due donne dell’antico
testamento: Ruth, a destra, ritratta mentre spigola nel campo di Booz; Abigail, a
sinistra, nell’atto di intercedere presso Davide.


Controfacciata

L’affresco dell’arcata sopra l’organo rappresenta l’adorazione dei
Magi. Ai lati della finestra della controfacciata sono dipinti il re Davide con un’arpa
tra le mani e santa Cecilia, patrona dei musici, seduta all’organo.


Cappelle laterali

A sinistra, sopra un confessionale del Seicento, campeggia il
dipinto della Fuga in Egitto. Ai lati sono raffigurati il profeta Isaia e il profeta Osea. A
destra, sopra a un confessionale del Settecento, vi è il dipinto di Gesù fra i dottori
del tempio. Ai lati sono il profeta Geremia e il profeta Baruch.


Esterno

All’esterno il santuario è circondato da un grande piazzale lastricato in
porfido al quale si accede per mezzo di lunghe scalinate. La scalinata settentrionale
è arricchita da sette tabernacoli con mosaici che riproducono i sette dolori di Maria:
la presentazione di Gesù al tempio, la fuga in Egitto, Gesù smarrito, Gesù che
porta la croce al Calvario, la Crocifissione, Gesù nel sepolcro.


Cappella del Miracolo

Partendo dal santuario e continuando a salire lungo la
mulattiera selciata affiancata da un filare di cipressi, che diparte alle spalle
dell’edificio, al limite del bosco si arriva a scorgere la Cappella del Miracolo. Questa
fu edificata nel 1888, secondo centenario del miracolo, nel luogo stesso dell’evento.