Sant’Andrea

A mezza costa sopra Bellano, lungo la strada che si snoda lungo il versante
meridionale della valle del Pioverna, sorge il piccolo abitato di Bonzeno. Qui, in un
punto panoramico da cui lo sguardo può abbracciare ampia parte di Bellano e del
suo lago, si erge la piccola chiesa di s. Andrea.
La più antica testimonianza dell’esistenza della chiesa si trova nel Liber Notitiae
Sanctorum Mediolani, manoscritto della fine del XIII secolo, ove si legge: «Memoria
ecclesiarum sancti andree […] Alia in loco bonzeno plebis de belano». È probabile
che questo primo tempio fosse conformato secondo una formulazione di tipo
romanico, a semplice aula absidata.
La chiesa, nelle forme in cui ci è pervenuta, palesa una concezione genericamente
barocca, in gran parte risalente al XVII secolo: è costituita da una sola navata, con
tre cappelle coperte con volta a crociera. Completa la struttura sul lato destro della
facciata, il campanile, eretto nel 1741.
La prima cappella a sinistra fu eretta a cavallo tra Settecento e Ottocento per
accogliervi lo splendido Crocifisso ligneo duecentesco proveniente dalla chiesa
prepositurale dei ss. Nazaro e Celso. L’opera, dopo il recente restauro, si manifesta
nella sua essenzialità tipicamente medievale. La scultura appare già partecipe della
nuova iconografia del Cristo doloroso, diffusa in Italia soprattutto dalla metà del
Duecento. La sua antichità e la qualità estetica collocano l’opera in una posizione di
assoluta preminenza nell’ambito lariano.
La seconda cappella a sinistra, dedicata alla Madonna, fu eretta nel 1653 per
spostarvi l’affresco di Maria con il Bambino, risalente al primo Cinquecento e già
collocato all’interno della chiesa. Nella sacra rappresentazione si può osserva
un’autentica affermazione dello spirito e della iconografia rinascimentali, un
sentimento realistico, mancante di quel dolce distacco che si lega alla produzione
figurativa di epoca tardo gotico. Nel volto di Maria si afferma un nuovo tipo di
umanità, più partecipe dei sentimenti e dolente per la chiara premonizione della
futura Passione del Figlio. Similmente, nel volto di Gesù bambino, accanto al
realismo della rappresentazione, si rimarca il viso privo di infantile gaiezza, bensì
atteggiato a severa partecipazione, con un’espressione allusivamente fra l’attristato
e l’interrogativo.
La cappella a destra, la cui costruzione fu terminata nel 1683, è dedicata a santa
Eurosia martire, santa iberica il cui culto si diffuse a livello popolare in Spagna a
partire dal XV secolo e, grazie ai soldati spagnoli, anche nell’Italia settentrionale,
soprattutto in Piemonte e Lombardia, venendo invocata contro le tempeste, i fulmini
e le grandinate e per la protezione dei raccolti.

Sempre seicentesco è il presbiterio, la cui cappella fu ampliata nel 1672. Nello
stesso periodo furono commissionate l’ancona lignea dell’altare con il martirio di
sant’Andrea, l’architrave e un crocifisso ligneo. La pala con il martirio, un tempo
collocata sull’altare, entro una struttura a tempio, con colonne e timpano, realizzata
nel Seicento è oggi posta sul lato destro del presbiterio. Sulla parete di fondo del
presbiterio, un restauro dei primi anni 2000 ha portato alla luce un affresco del
primo Quattrocento raffigurante la Crocifissione.