San Rocco

Risalendo l’ampia scalinata che si snoda alle spalle della chiesa parrocchiale dei
santi Nazaro e Celso, si incontra la chiesa di san Rocco. Il piccolo edificio sacro si
trova accanto al ponte in pietra che attraversa la gola dell’Orrido e il suo sagrato
costituisce un crocevia di antiche vie di comunicazione: la mulattiera che si inerpica
verso la Muggiasca, il Sentiero del Viandante, collegamento a lago tra Lecco e
Colico, e la mulattiera che porta alla Valsassina.
La chiesa, eretta nel 1489 e consacrata nel 1502, è intitolata a san Rocco,
protettore di pellegrini e viandanti e particolarmente invocato contro le pestilenze, in
associazione a san Sebastiano. Dal 1587 al 1786 la chiesa fu amministrata dalla
Confraternita dei Disciplini di S. Rocco, aggregata all’Arciconfraternita di S. Rocco
di Roma. Nel 1969 la Chiesa di S. Rocco fu restaurata, con il contributo delle
Associazioni degli ex Combattenti del paese, e fu adibita a Sacrario dei caduti
bellanesi di tutte le guerre.
La chiesa si presenta con semplici forme sei-settecentesche, con un portico
antistante, un’unica navata e un piccolo campanile sul fianco sinistro, edificato nel 1749.

All’interno della chiesa, meritano un cenno l’architrave finemente lavorato e
decorato che sorregge la croce trionfale, all’ingresso del presbiterio, l’ancona lignea
dell’altare con le statue di Cristo risorto e i santi Rocco e Sebastiano, tutte opere
seicentesche. Il paliotto con san Rocco è, invece, discreta opera settecentesca.
La destinazione della chiesa a Sacrario dei caduti è sottolineata dalle due bombe
della Prima guerra mondiale poste sul sagrato ai lati dell’ingresso e dalla raccolta di
bandiere, documenti, terre dai campi di battaglia, foto e oggetti ritrovati nei luoghi
delle due Guerre Mondiali esposti all’interno. Sulle pareti del Sacrario sono incise
su lapidi di pietra i nomi dei caduti bellanesi. Sulle pareti del presbiterio, infine, sono
collocate due tele del pittore bellanese Giancarlo Vitali: Cristo crocifisso a sinistra e
un combattente ferito morte a destra.